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18 milioni di euro di multa a Poste Austria per la violazione del GDPR

Poste Austria, multa milionaria per la vendita di dati sulle preferenze politiche dei clienti

La società delle poste locali, Österreichische Post, è stata multata dall’autorità di vigilanza. Dovrà pagare una somma di 18 milioni di euro

Il fatto è emerso a inizio anno, scovato da un’inchiesta giornalistica. A gennaio, la piattaforma Addendum, aveva rivelato che tre milioni di clienti delle poste locali erano finiti in un programma di raccolta di informazioni, in particolare sull’età, residenza e genere. Il fatto più grave, che fa molto discutere, è che oltre alla raccolta statistica dei dati, le Poste austriache hanno anche elaborato informazioni sull’affinità politica che riguardava 2,2 milioni di clienti. Questi dati sono stati utilizzati per creare contenuti mirati sui social media in modo da poter rendere più efficaci le campagne elettorali nel Paese. Le informazioni sono state ottenute senza il permesso dei clienti che adesso, sostenuti dalle associazioni di consumatori, si stanno muovendo per ottenere un ristoro. Lo scandalo, che ricorda molto il caso Cambridge Analytica, sta generando molta preoccupazione anche al di fuori dei confini austriaci. Österreichische Post, una volta sollevato lo scandalo, ha dichiarato di rinunciare alla raccolta di informazioni sui propri clienti relative alle preferenze politiche. Contro la multa presenterà ricorso.

Quello delle Poste austriache è uno dei primi casi di società tradizionali, molto vicine alla clientela e alle famiglie, che viene sanzionata per un caso di utilizzo non corretto delle informazioni della propria clientela.

Qualche anno fa Cambridge Analytica, società di consulenza britannica, era diventata celebre a seguito di uno scandalo connesso alla gestione dei dati per influenzare le campagne elettorali. Il metodo utilizzato combinava il data mining, l’intermediazione dei dati e l’analisi dei dati con la comunicazione strategica per la campagna elettorale. L’anno scorso, la società ha dichiarato la bancarotta a causa dello scandalo in cui era stata travolta con Facebook.

fonte: lastampa.it



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